“Rinate – contro la violenza di genere”: evento conclusivo al Parlamento europeo di Roma

“Rinate – Oltre il femminicidio” racconta, attraverso la tecnica del fotogiornalismo collaborativo, la storia di quattro donne sopravvissute: Azadeh, Beatrice, Laura, Marina. Attraverso i loro ritratti, le foto di oggetti e le loro parole, prende forma il racconto dei meccanismi della violenza maschile ed esplora le domande che ancora agitano il dibattito intorno ai femminicidi.

L’esposizione ha rappresentato anche l’evento conclusivo e di presentazione dei risultati di un progetto rivolto alle scuole, durante il quale le protagoniste degli scatti hanno dialogato con oltre 500 ragazzi e ragazze portando la propria testimonianza e raccontando il proprio vissuto ai più giovani. Nel corso degli incontri nelle scuole è stata realizzata un’indagine, grazie a questionari e interviste tenuti dai giovani reporter che fanno parte della rete delle redazioni scolastiche della Fondazione Media Literacy. Le redazioni radiofoniche hanno inoltre realizzato podcast e articoli di giornale per sensibilizzare sul tema della violenza di genere.

All’evento hanno partecipato Pina Picierno – Vicepresidente del Parlamento europeo, Lina Gálvez Muñoz – membro della commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere del Parlamento Europeo, Silvia Belloni – Presidente REA-ReAgire alla Violenza, Lucia Zaietta – Segretaria generale della Fondazione Vodafone, Lidia Gattini – Fondazione Media Literacy e Stefania Prandi – fotografa, con le testimonianze di Azadeh e dei giovani reporter della rete di scuole coinvolte nel progetto. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Flavia Fratello.

Le dichiarazioni

Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento europeo, ha dichiarato: “La violenza sulle donne, purtroppo, rappresenta una questione antica che si alimenta di una mentalità secondo cui le donne sono inferiori agli uomini, e sono quindi a loro disposizione. Ed è grazie a questa mentalità che il senso di possesso si trasforma in violenza. Senza ragione, solo per il fatto che dall’altra parte c’è una donna. Basti pensare che, in Europa, ogni 6 ore una donna è vittima di violenza da parte di uomini: una strage quotidiana. Questi numeri, queste storie, parlano di ognuna di noi che direttamente o indirettamente abbiamo avuto esperienza di quella violenza. È necessario fermare, subito, la cultura che alimenta questa violenza, che ha un nome preciso: si chiama patriarcato. A ogni studente, ragazzo e uomo voglio quindi ribadire un concetto essenziale e inconfutabile: ogni atto sessuale privo di consenso è sempre e comunque uno stupro”.

Silvia Belloni, Presidente di REA, ha spiegato che il progetto “Rinate – Oltre il femminicidio” è stato “un’importante occasione per dialogare con i giovani, trasmettendo messaggi innovativi sulla prevenzione della violenza contro le donne attraverso canali moderni. Questo confronto ci ha permesso non solo di portare nuove idee, ma anche di scoprire risorse nascoste e di creare alleanze preziose, coinvolgendo anche i giovani uomini». Il progetto «ha fatto luce su problematiche reali: in alcuni casi, giovani donne hanno trovato il coraggio di condividere esperienze personali difficili, che altrimenti sarebbero rimaste in silenzio”.

Secondo Lucia Zaietta, Segretaria generale di Fondazione Vodafone, “la violenza di genere è un fenomeno drammatico e strutturale che richiede un impegno collettivo e un’alleanza tra istituzioni, terzo settore, aziende, cittadine e cittadini”. Come Fondazione Vodafone, continua Zaietta, “abbiamo sempre sostenuto e dimostrato che la tecnologia può rappresentare un valido strumento per aiutare le persone, mettendo in campo progetti sviluppati con la collaborazione di istituzioni e associazioni per dare informazione e supporto immediato alle donne che vivono situazioni a rischio”.

Lidia Gattini, Segretaria Generale della Fondazione Media Literacy, ha sottolineato come “l’educazione al rispetto e ai sentimenti possa trovare terreno fertile proprio nell’età in cui nascono le prime passioni, le relazioni sentimentali. Partendo dalla mostra Rinate che ha fatto tappa in 10 scuole secondarie di primo e secondo grado tra Calabria, Puglia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia e dall’incontro con le esperte e le testimoni vittima di violenza sono nate domande, a volte questioni spinose, che le studentesse e gli studenti hanno raccontato attraverso articoli, podcast e interviste. Il loro sguardo attento e partecipe ci ha accompagnato in questo indispensabile e urgente viaggio”.

L’indagine

Per circa il 70% degli intervistati, la generazione dei giovani di oggi non ha ricevuto gli strumenti necessari per gestire il rispetto necessario tra generi diversi, da qui la necessità, sentita dal 90% delle ragazze e dei ragazzi, di introdurre l’educazione di genere nelle ore di insegnamento a scuola. Allargando la prospettiva, circa il 75% degli studenti intervistati ritiene che non si stia facendo abbastanza per migliorare la situazione in questo ambito.

Andando a indagare sulle esperienze personali, solo il 10% delle persone intervistate ha affermato di essere stato vittima di relazioni possessive o esclusive con il proprio partner e, coerentemente, il 15% racconta di aver ricevuto “divieti” a frequentare posti o persone o, ancora, ad avere comportamenti giudicati troppo “frivoli” da parte dei partner.

Per quanto riguarda consenso e gelosia, il 75% delle ragazze e dei ragazzi intervistati considerano il consenso all’interno di una relazione importante o molto importante e l’85% ritiene che la gelosia possa essere un fattore positivo o negativo a seconda della situazione, solo il 13% pensa sia nettamente negativo. Sono tante le testimonianze di giovani che hanno raccontato e condiviso episodi di violenza, molestia, contatti non richiesti e non graditi. La maggior parte degli episodi riguarda catcalling, molestie e contatti non desiderati da parte di sconosciuti che creano forte disagio e turbamento, ma anche casi di violenza sessuale grave, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta per lo più di minori.

I contenuti dell’indagine sono veicolati attraverso la radio all’interno della trasmissione La Giusta Frequenza, partecipata dalle scuole italiane e in onda sulle frequenze DAB della Fondazione Media Literacy; pubblicati sul mensile Zai.net (cartaceo distribuito in tutte le scuole superiori Italia e scritto dagli studenti) e condivisi sul web. Il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti è parte attiva del processo proprio attraverso la costituzione di un gruppo di giovani reporter che ha operato all’interno di ogni Istituto scolastico.

Le scuole coinvolte: scuola di San Costantino Calabro, IISS Lotti di Andria, IC Ennio Quirino Visconti di Roma, liceo Vittoria Colonna di Roma, liceo Altiero Spinelli di Torino, liceo Plauto di Roma, liceo Einstein di Vimercate, liceo Parini di Seregno, liceo Laura Bassi di Bologna liceo Toschi di Parma.

I podcast realizzati dalle ragazze e dai ragazzi sono disponibili a questo link: Rinate – Oltre il femminicidio – Radio Jeans

Al via il corso per docenti “Podcast per la didattica” con i fondi PNRR D.M 66

Ha inizio il progetto di formazione alla transizione digitale Podcast per la didattica: un corso e un laboratorio per porre l’attenzione sull’utilizzo del podcast come strumento didattico.

Il progetto si compone di due fasi: la prima parte è costituita da un corso per un primo approccio al podcasting, dalla scelta dei ruoli, alla conoscenza della strumentazione tecnica, dei software di registrazione e post produzione, passando per i focus sulla scrittura di contenuti parlati e sulle tecniche di speakeraggio, fino alla pubblicazione del contenuto. In una seconda fase, invece i docenti avranno la possibilità di mettere in atto le conoscenze apprese attraverso un laboratorio per la produzione di un podcast vero e proprio.

Sarà possibile usufruire del corso tramite i fondi PNRR D.M 66 “Didattica digitale integrata per la formazione alla transizione digitale per il personale scolastico”.

La Giusta Frequenza in scena al cinema Aquila per l’evento finale

240 ragazzi, 13 professori e 300 studenti collegati in diretta streaming riuniti tra le mura storiche del Cinema Aquila per partecipare all’evento finale de “La Giusta Frequenza. Giovani Reporter della Memoria” condotto da Francesca Barbato, Chiara Di Paola e Riccardo Cotumaccio.

All’evento erano presenti anche Daniele Piervincenzi e Federico Ruffo della Rai. Intervistati dai giovani reporter in platea, i due giornalisti hanno parlato dell’importanza del lavoro dei media nella lotta alla mafia e raccontato le loro esperienze e inchieste sulla criminalità organizzata sul litorale laziale, dentro gli stadi da calcio ma anche negli appalti e nella politica. In platea anche le maggiori istituzioni scolastiche del territorio che hanno partecipato con un intervento: Dott. Fabrizio Bagnerini rappresentante dell’Ufficio Terzo della Direzione Generale per lo Studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico presso il Ministero dell’istruzione e del merito; la Dott.ssa e docente Marianna D’Ovidio della Segreteria del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e l’Assessora alla Scuola Formazione e Lavoro di Roma Capitale, la Dott.ssa Claudia Pratelli.

Il progetto ha coinvolto più di 700 studenti in tutta Italia in laboratori di giornalismo radiofonico organizzati dai giornalisti di Fondazione Media Literacy e finanziati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con l’obiettivo di contrastare ogni forma di criminalità organizzata attraverso racconti multimediali. Ed è proprio con le voci e i 200 podcast dei ragazzi e il sostegno dei giornalisti che li hanno accompagnati tutto l’anno che si è concluso il percorso La Giusta Frequenza per quest’anno scolastico.

Infine, sono state assegnate tre menzioni speciali ai lavori di ragazzi che si sono distinti per la realizzazione di un’inchiesta, un’intervista o per la loro creatività. In particolare sono stati premiati il liceo D’AguirreSalemi di Partanna in provincia di Trapani, vero e proprio presidio di legalità e antimafia sul territorio, per la migliore intervista con il podcast “Guerra di mafia a Partanna: intervista a Giovanna Ragolia”; il liceo scientifico sportivo Blaise Pascal di Pomezia in provincia di Roma per la migliore inchiesta con i due podcast dal titolo “Fabrizio Piscitelli e la mafia capitolina”; e il liceo Archimede di Acireale in provincia di Catania per la sezione creatività con il podcast “Come Acireale ricorda le vittime di mafia”.

CONCORSO ARTISTICO E CREATIVO “SALTO NEL VUOTO – la percezione del rischio attraverso l’espressione artistica”

Concorso Letterario Città di Rosignano, al Castello Pasquini la premiazione